La mente in internet

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Dalla Dipendenza da Internet

alla Post Modernità Tecnoliquida

UADI - Uso, Abuso e Dipendenza da Internet
Fonte: Journal of Psychopathology

La scala UADI (Uso, Abuso e Dipendenza da Internet) è il primo strumento psicodiagnostico ad essere stato realizzato in Italia per la diagnosi del disturbo IAD (dipendenza da internet), progettata e convalidata da Tonino Cantelmi e i suoi collabortatori nel 2001 su un campione di 241 soggetti.Tale scala è composta da 80 item che indagano non solo il numero di ore trascorso in rete e il loro impatto sulla vita reale (come precedentemente proposto dal questionario della Young), ma anche i sintomi che il soggetto sperimenta nei momenti in cui è on- e off-line, e il particolare sistema motivazionale attivato dall’uso della rete; Cantelmi infatti riconosce il fattore che mantiene in essere la dipendenza nella capacità della rete di soddisfare molteplici bisogni dell’individuo, in particolare quelli della scala di Maslow, quali il bisogno di relazionarsi con altri, il bisogno di appartenenza, il riconoscimento sociale, e l’autorealizzazione. Proponiamo 2 articoli pubblicati da "Journal of Psychopathology"

Pubblicato il 17/07/2018

La crisi strisciante delle relazioni
Fonte: Formiche - rivista mensile gen. 2018

La rivista mensile “formiche”, gennaio 2018, nella sua sezione “idee” ha approfondito il rapporto tra mente e tecnologia, intitolando lo spazio: “l’uomo è stato tratto in rete”. Tra i contributi anche quello del prof. Cantelmi. “L'esplodere della rivoluzione digitale è come se avesse intercettato una crisi della relazione in parte già esistente. e al tempo stesso ne avesse accelerato drammaticamente lo sviluppo. Alla base della crisi della relazione interpersonale ci sono almeno tre fenomeni: l'incremento del tema narcisistico nelle società postmoderne; il fenomeno del sensation seeking, caratterizzato da una sorta di ricerca di emozioni, anche estreme; il tema dell'ambiguità, cioè la rinuncia all'identità e al ruolo in favore di una assoluta fluidità dell'identità stessa e dei ruoli”. Dal contributo Cantelmi intitolato “La crisi strisciante delle relazioni”. Leggi tutto l'articolo

Pubblicato il 14/03/2018

Tecnoliquidità: nuovi scenari (evolutivi?) per la salute mentale
Fonte Modelli della Mente - FrancoAngeli Editore

In questo lavoro, gli autori (Tonino Cantelmi ed Emiliano Lambiase) hanno voluto analizzare la novità e gli aspetti fondamentali positivi e negativi, di quella che è stata chiamata “Rivoluzione digitale” e della società tecnoliquida, mettendo in luce come queste esaltano e plasmano alcune caratteristiche dell’uomo liquido: il narcisismo, la velocità, l’ambiguità la ricerca di emozioni e il bisogno di infinite relazioni “light”. Gli autori si sono concentrati sull’impatto che la Rete detiene sulle cognitive functions, in particolar modo su attenzione, memoria e apprendimento. Rispetto all’apprendimento, studi longitudinali hanno messo in luce come l’utilizzo del computer a scuola determini un calo dei risultati sia nella scrittura che nella lettura non dando la possibilità all’alunno di stimolare tracce mnemotecniche motorie che si attivano nella percezione della lettura e che ne facilitano il riconoscimento visivo. Inoltre vengono brevemente descritte le manifestazioni patologiche conseguenti all’eccessivo utilizzo della tecnologia digitale: ansia, depressione, fobie sociali, insonnia ed altre.

Pubblicato il 19/02/2018

Cosa rende umano un essere umano?
Fonte: SoloTablet

L'ibridazione uomo-macchina sta già avvenendo tanto da domandarci cosa rende "umano" un essere umano. Esiste un limite invalicabile? Se e quando sarà possibile il mind-uploading, il trasferimento della mente cosciente su un dispositivo non biologico, saremo ancora "umani"? Qual è il destino della "specie umana" dopo la Singolarità quando le macchine avranno facoltà intellettive superiore alle nostre? Esiste, in definitiva, un residuo umano irriducibile a qualsiasi trasformazione?

Pubblicato il 15/09/2017

L'uso non corretto di Internet: dall'abuso alla dipendenza
Fonte: MediciItalia.it

Articolo della dott.ssa  Francesca Carubbi La dipendenza da Internet o Net Addiction, nonostante ancora non sia classificata come un disturbo comportamentale a sé stante all'interno del DSM 5 (APA, 2013), a differenza del Gioco d'Azzardo, mostra, tuttavia, sintomi ben definiti da un punto di vista fenomenologico, ovvero come segni psicopatologici che possono essere osservati da un occhio clinico. In Italia, il primo professionista che si interessò dell'Internet Addiction Disorder fu Tonino Cantelmi (2001), creatore, insieme a Del Miglio e Gamba, del Test U.A.D.I (Uso, Abuso e Dipendenza da Internet), composto da 80 items, suddivisi in cinque fattori: impatto; sperimentazione; evasione, dissociazione e dipendenza.

 

Pubblicato il 07/09/2017

Nomofobia portami via....
Fonte: Progetto Orientamento Giovani - Associazione di promozione sociale

Sono le 7:30 del mattino, tra pochi minuti passa il tuo autobus e tu ancora non sei pronto: controlli sull’app la distanza tra il tuo pullman e la tua casa, da un’occhiata a whats’app, un salto su facebook, un selfie per i tuoi follower di Instagram, poi uno sguardo all’orario. Non hai tempo, devi recuperare: ti lavi i denti e infili i primi vestiti che trovi sulla sedia, prendi tutto quello che hai sulla scrivania e senza fare alcuna distinzione tra libri di scuola e l’ultimo numero di Rat-man ficchi tutto nello zaino, poi cominci a correre.  “Il telefonino non è esattamente un telefono: è parte integrante dell’identità dell’uomo tecnoliquido" sostiene Tonino Cantelmi
 

Pubblicato il 09/06/2017

Internet: la dipendenza dei Millennials
Fonte: L’opinione del 16/03/2017

“La verità è che stiamo tutti entrando nel tunnel”. Parola di Tonino Cantelmi, psichiatra e professore dell’unica cattedra di cyberpsicologia in Italia, secondo cui la dipendenza da internet colpisce proprio tutti e i numeri ne sono la prova. I dati raccolti dalla società statunitense Dscout’s parlano chiaro: in media tocchiamo lo schermo del nostro telefonino 2.617 volte al giorno, per un totale di circa cinque ore su ventiquattro. Una persona su dieci si preoccupa di controllare il telefono anche la notte e, lo conferma l’Istat, non sappiamo rinunciarvi nemmeno alla guida: quattro incidenti gravi su cinque sono, infatti, causati dall’uso compulsivo dei social al volante.

Pubblicato il 20/03/2017

Internetmaniaci
In Terris del 19/01/2017

In Terris dedica un pezzo, a firma di Irene Ciambezi, alla internetmania e agli adolescenti. Ed è così per gli adolescenti: quando diventano dipendenti mettono la testa fuori dalla camera solo per mangiare anzi, in assenza dei genitori sempre più impegnati fuori per lavoro, si abituano anche a portarsi i viveri sotto il letto e si dimenticano persino di lavarsi. La Iad li porta pian piano a lasciare la scuola e pure lo sport. D’altra parte si sono abituati a star svegli fino alle 4 del mattino ed essere incollati al computer o allo smartphone per 18 ore al giorno.Nell'artico cita gli studi effettuati dal Prof. Cantelmi.

Pubblicato il 20/01/2017

Cyber-Dipendenti. I nuovi schiavi del web
Fonte: Avvenire del 27/10/2016

Avvenire intervista lo psichiatra Tonino Cantelmi: "la tecnologia digitale è un mondo da abitare che modifica radicalmente le nostre dimensioni affettive, volitive e cognitive. Cambia lo sviluppo dei bambini. Il virtuale piò essere molto reale, fino a rimanerci invischiati ... La connessione ha sostituito la relazione. Ma i social illudono e ci lasciano più soli. E non possono placare il bisogno dell’uomo di incontro reale col prossimo".  Leggi l'intervista

Pubblicato il 27/10/2016

I problemi della società contemporanea attraverso le immagini del noto illustratore John Holcroft
Fonte: sito web "La capanna del silenzio"

Alcuni illustratori hanno ben evidenziato, spesso con immagini forti, in che modo si sia modificata la nostra vita. Uno di essi, John Holcroft, che esercita da tempo la professione di illustratore satirico per la BBC, il Guardian e il Financial Times, ha creato delle immagini retrò molto amare per rappresentare ciò che nella società odierna, invasa da social network e apparente benessere, vi sia di sbagliato e talvolta di tristemente ridicolo. La sua tecnica, basata sull’imitazione dello stile di locandine pubblicitarie degli anni ’50, riesce attraverso la forza delle immagini a sintetizzare le contraddizioni che agitano una società sottomessa ad un sistema osservato dal noto illustratore britannico con occhi disincantati e sarcastici.
«Siamo sempre più connessi, più informati, più stimolati ma esistenzialmente sempre più soli». Tonino Cantelmi

Pubblicato il 04/07/2016

Caduti nella "Rete": il fenomeno dell'internet dipendenza
Fonte: Medicitalia.it del 25/5/2016

Nella società tecnoliquida è  inevitabile parlare di dipendenza da internet, anche se questa non è ancora considerata dal DSM 5 come una patologia. Per approfondire questo argomento proponiamo un articolo pubblicato sul sito medicinali.it a firma del dott. Davide Barone... "I cambiamenti indotti dall'utilizzo delle nuove tecnologie della comunicazione e da Internet impongono un’analisi dei rischi psicopatologici ad essi correlati, tra questi, ovviamente, quello della dipendenza". Nel testo sono citati i lavori del prof. Cantelmi.

Pubblicato il 24/06/2016

Navigo, dunque sono! Nuove tecnologie e nuove dipendenze
Autore: Bruno Santoro

'Navigo dunque sono!' è il primo report ragionato di una ricerca a più stadi realizzata direttamente in situazione presso un Istituto superiore dagli stessi insegnanti del gruppo di studio e di ricerca 'X-School': l'obiettivo di comparare la condizione digitale degli studenti locali con quella dei loro coetanei nazionali e internazionali si trasforma nella constatazione che oltre ai vantaggi possono essere condivise anche le medesime dinamiche di rischio di questa condizione. Nel testo vi sono anche dei riferimenti agli studi del prof. Tonino Cantelmi.
 

Pubblicato il 24/06/2016

Stati Generali della Scuola Digitale: protagoniste le esperienze nella scuola italiana
Fonte: http://italiasicura.governo.it del 26/05/2016

"La rivoluzione digitale è tale perché la tecnologia è divenuta un ambiente da abitare, una estensione della mente umana, un mondo che si intreccia con il mondo reale e che determina vere e proprie ristrutturazioni cognitive, emotive e sociali dell’esperienza, capace di rideterminare la costruzione dell’identità e delle relazioni.”  A parlare è lo psichiatra Tonino Cantelmi e le sue parole riflettono l'evoluzione della società che ogni giorno muta e si trasforma, influenzata dalle nuove tecnologie.

Pubblicato il 06/06/2016

Uso dei social network e depressione, una «spirale» infinita che causa dipendenza patologica negli adulti
Fonte: corriere.it

Uno studio Usa del 2016 ha analizzato il comportamento online di alcuni utenti. I risultati evidenziano come gli individui entrino in una vera e propria spirale patologica, che li porta a sviluppare quella che viene definita “dipendenza da internet”, ovvero un disturbo psichiatrico strettamente collegato alla depressione. A tal proposito è interessante leggere il caso clinico di A. descritto nell'articolo "Le dipendenze comportamentali" del 2004 di T. Cantelmi, E. Lambiase e A. Sessa pubblicato sulla rivista Psicoobiettivo edita dalla FrancoAngeli.

Pubblicato il 02/04/2016

LA ADICCIÓN A INTERNET
Fonte: R24 noticias - EDITORIAL del 13/03/2016 del Por: Ricardo G. A. Zimerman

E’ ormai scontato affermare che la tecnologia, e in particolare modo internet, ha ruolo fondamentale nella quotidianità di tutti noi, tanto che le patologie sociali stanno invadendo anche il cyberspazio, andando così a definire delle nuove patologie come la “dipendenza da Internet” o gioco d'azzardo patologico on line (oggi l’unico inserto nel DSM 5).  Queste sono definite “dipendenze senza sostanza” o meglio ancora “dipendenze comportamentali”.  Proponiamo un articolo in spagnolo che ripercorre le tappe della teorizzazione scientifica rispetto a queste nuove forme di Addictions. L’articolo cita il Prof. Cantelmi che nel 1999, nel corso di un convegno, ha presentato i primi casi clinici di dipendenza da internet.
 

Pubblicato il 14/03/2016
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